Fulvio Serra racconta gli ultimi sviluppi in tema di facciate architettoniche.

05 maggio 2020

Fulvio Serra, a capo del nuovo dipartimento Building Envelopes & Skin Components di ABET, racconta gli ultimi sviluppi in tema di facciate architettoniche.

C’è un prima e un poi, nel mondo dell’architettura delle facciate. In mezzo, un marchio storico come ABET e un prodotto come il MEG, materiale che, fin dagli anni 80, ha portato l’azienda di Bra ad avere un ruolo dominante nella realizzazione delle facciate ventilate in tutto il mondo. Robusto, compatto e durevole, il MEG è progettato proprio per applicazioni esterne: resistente alle intemperie naturali, fornisce prestazioni tecniche che lo rendono adatto al settore edilizio, dove rappresenta un’ottima alternativa ai materiali tradizionali.

Con il MEG, inizia negli anni Ottanta quel filo che ancora adesso ABET continua a dipanare portando ulteriore innovazione in un settore dove le novità si rincorrono e la domanda di design di qualità è sempre più alta.

L’ultima novità è la nascita in ABET di Building Envelopes & Skin Components, una Unit dedicata alla realizzazione sartoriale di soluzioni innovative per l’architettura e le facciate. L’unità è stata affidata a Fulvio Serra, progettista affermato di strutture architettoniche con un curriculum di rango internazionale. “La nuova unità ABET Building Envelops & Skin Products rappresenta l’evoluzione naturale dell’attività legata al MEG”, spiega Serra.

Fulvio Serra, perché il mondo delle facciate è così strategico, oggi?

“Nel mondo del building contemporaneo la domanda di design è da tempo molto alta. In questo settore, quelle che un tempo erano definite semplicemente facciate, oggi sono involucri edilizi complessi con una continuità strutturale. In questa complessità, gli architetti e i progettisti vanno alla ricerca di soluzioni che siano di design, ma ovviamente anche collaudate, avanzate e reperibili sul mercato con una certa facilità. La scommessa è pertanto da un lato fare ricerca e sperimentare, dall’altro – ed è la grande ambizione di ABET – mettere a disposizione dei progettisti tutte le componenti che servono a realizzare le opere nei tempi desiderati e previsti”.

Come è destinato a cambiare il mondo dei rivestimenti architetturali?

“E’ in corso un ripensamento concettuale anche dell’architettura, che ci fa capire che il pannello in laminato per esterni, così come lo abbiamo concepito fino a oggi, non potrà più sostenere da solo l’attualità e l’evoluzione prossima del mercato del building. I nuovi parametri, e gli accadimenti attuali ce lo dimostrano, dovranno basarsi sulle esigenze di comunità, sulla velocità nel decidere e costruire, sull’impatto ambientale e sui parametri di sicurezza della società. Del resto, lo sviluppo tecnologico richiede di semplificare mantenendo la complessità, per garantire prodotti sempre più avanzati nelle prestazioni, di alta qualità, ma concepiti per l’utilizzo più ampio possibile: per un’edilizia usufruibile e soprattutto pensata per dimostrarsi al servizio della comunità e non un mero esercizio di stile, troppo spesso fine a sé stesso.”

Che cosa farà la unit nello specifico?

“Innanzitutto si occuperà della progettazione di sistemi completi di involucro edilizio, inclusa la gestione di tutti i pannelli tagliati a misura e lavorati, comprese la progettazione, l’ingegneria e il loro riferimento alle strutture metalliche e ai prodotti isolanti. Lo sviluppo di nuovi prodotti per edilizia, ad alte prestazioni, atti a rivestire e a ricoprire gli edifici anche in funzione strutturale; non necessariamente a base di solo laminato. Insomma, andiamo a realizzare una Unlimited Selection che non è uno slogan, ma l’ambizioso punto di arrivo di ABET. Perché ABET possiede la conoscenza, il background tecnico e umano e la storia per diventare un indiscusso leader mondiale nella produzione di componenti base e avanzati per i sistemi di costruzione. ABET ha sempre saputo guardare lontano e anche oggi, in un momento estremamente difficile, intende proporsi in anticipo nella parte consapevole di attore principale, creando questa nuova Unit che ho l’onore di dirigere”.