ABET INCONTRA GLI ARCHITETTI | Davide Fabio Colaci

19 maggio 2020

Davide Fabio Colaci parla di architettura come lo facevano i maestri: guardando al progetto come a un’operazione che prevede metafore e simboli. In fondo abitare è una faccenda umana. Colaci lo sa bene e quindi ama cercare significati per definire meglio il progetto e le scelte che intorno a esso gravitano.

Si è occupato di case, interni, oggetti. Ma anche di curare mostre, progettare eventi espositivi o teatrali. Sempre pensando all’architettura come a uno strumento di investigazione culturale.

 

Che cos’è il laminato per te?

Basta la parola per pensare a Zanuso, Gae Aulenti, a Memphis e, naturalmente, a Ettore Sottsass. Hanno esplorato le possibilità estetiche del laminato, l’hanno usato per sperimentare nel design e nell’architettura e per dare espressione a un’idea nuova di arredo. Il laminato è diventato, grazie al lavoro fatto negli anni 70 e 80, uno strumento espressivo. Basta pensare all’intuizione di Ettore Sottsass con Fiber, un laminato che mima un materiale naturale riciclato.

 

Quali sono le ragioni per cui si sceglie Abet?

Abet produce superfici progettate: un’attitudine che facilita molto il lavoro degli architetti e guida le loro scelte. So di poter creare il mio colore o la mia stampa, ma se ho un catalogo di 500 colori e finishing, non ho davvero bisogno di farlo. E salvo tempo e lavoro.

 

Che usi del laminato immagini, in particolare, nel design degli interni?

Io credo che sarebbe interessante sperimentarli negli interni e negli arredi custom made, sfruttando la compattezza dei colori e la loro vivacità per funzioni integrate nell’architettura. I luoghi di passaggio, come le porte e le bussole, quelle parti dell’abitare in cui si transita da una funzione a un’altra.

 

Si parla molto di sostenibilità e il laminato è un materiale molto resistente e durevole. Cosa ne pensi?

Spiego ai miei clienti che il laminato è una superficie fatta di fogli di carta pressati e incollati, quindi la produzione è pulita. Il laminato è resistente, dura degli anni, non invecchia. I laminati tecnicamente sono eterni. E questa è una caratteristica che li rende molto più sostenibili di tanti prodotti, materiali o superfici, percepiti come più ecologici.

 

Una qualità, quella della durata, che per alcuni non è desiderabile. Come mai?

Sembra che l’effimero sia preferibile, risponde al bisogno di mutamenti rapidi e continui. Eppure si possono trovare delle soluzioni che incontrano questa esigenza. Possiamo immaginare di intervenire sui laminati e cambiargli aspetto. L’idea di riparare e restaurare è fondamentale quando si valuta la sostenibilità di un prodotto artificiale. E in questo caso è un pretesto per concepire un tipo di laminato modificabile nel tempo.